Adda Editore

Racconti e prose poetiche della Puglia di Anna Bou e Ricardo Espinoza Lolas.

Prologo.

La Puglia, la Puglia mitica, la Puglia della Magna Grecia, quella Puglia è una Barca del NosOtros che continua a navigare da millenni, da prima ancora che esistessero l’Italia e persino l’Europa; questa Barca oggi ha tanto da insegnarci, tantissimo, in tempi di “Odio verso l’Altro”. Tra questi insegnamenti, uno in particolare si fa saggezza per la vita nel nostro presente: siamo stati, siamo, saremo esseri umani articolati tra loro nel mezzo di una realtà concreta, finita, materiale, fatta di gesti e di sguardi; solo a partire da questa articolazione possiamo navigare attraverso tutti i mari e in questo modo fondare fari che possano con i loro bagliori illuminare i nostri paesi, affinché tutti insieme possiamo forgiare una terra che ci permetta di sorridere e ballare gli uni con gli Altri.


Questi racconti, queste prose poetiche, insomma, queste storie esprimono diversi bagliori della Puglia, i quali ci tendono la mano affinché ci immergiamo in alcuni dettagli della vita e vediamo come oggi si possa vivere meglio insieme. Sono bagliori che da Vieste a Leuca ci permettono di soffermarci su intrecci umani che ci guardano negli occhi e, così facendo, ci indicano il cammino da seguire. Nella sua saggezza millenaria, la Puglia ci invita al saper-
vivere nella semplicità dei gesti materiali che hanno forgiato i suoi paesi, e così la stessa geografia mitica e politica si è trasformata per mano di dèi, miti, eroi e umani che, nella loro semplicità, diventano titani. Un fruttivendolo di Polignano a Mare, Mimmo, possiede la forza di un Enea per costruire e mantenere vivo il suo amato paese. Geni di scogliere e di squisiti sapori scorrono nelle vene di Giuseppe. Deliziose sirene che sorreggono, in una mano, i mari, e nell’altra, un gesto, e te lo offrono. Mitologici cavalli alati trottano, oggi, sotto forma di Vespa. La persistente e tenace lotta contro il Capitalismo della statua di Modugno, che dà le spalle al mare, però con lo sguardo rivolto al futuro. I buoni auspici della foschia mentre si passeggia per le strade, la notte del primo gennaio. Fare il bagno in mari che non sono mari, sono leggende liquide; e la schiuma non è schiuma, è profondità che saliva. E la luce oleosa che si versa sulla Puglia la condisce, e serve la bellezza al commensale che passeggia, come un prelibato piatto esclusivo della zona. E pronunciare i nomi dei luoghi fino a che non si sciolgano in bocca, come caramelle che sanno dell’antica Magna Grecia.
Questi racconti ballano con la prosa e si incatenano gli uni con gli altri. In questo modo la Puglia si rende visibile davanti a noi, a NosOtros, si eleva e si impone come un luogo non soltanto da visitare – niente più turismo di massa – ma un luogo che ci insegna a vivere nei semplici dettagli, dai suoi miti ai suoi pani, passando per i suoi ulivi ed i suoi re, nelle due luminosità, terre, grotte, montagne, venti, angeli, santi, castelli, cattedrali, piazze, fari, poesia… E in queste materialità si manifesta il mitico Toro Bianco, lo stesso dei “Racconti di Polignano a Mare”, che insieme alla sua comitiva ci mostra quei dettagli unici della Puglia e come, a partire da essi, sia possibile resistere ad un capitalismo nichilista e tossico. Il Toro Bianco naviga con le sue avventure attraverso i racconti e, con la sua Sirena, legge le prose poetiche ai pugliesi per poter tornare tutti insieme a solcare i mari su una Barca del NosOtros, andando anche oltre l’Italia, verso tutti i mari di questo piccolo pianeta che ne ha così
tanto bisogno.


La Puglia diventa testimonianza di vita che deve essere conosciuta e mostrata a tutti, i suoi paesi sono modalità piene di vita nella leggerezza che la caratterizza, nella sua levità millenaria che ci permette di pensare e avere fiducia del fatto che un’altra vita è possibile, perché la Puglia è il faro non solo dell’Italia e dell’Europa bensì di un pianeta interconnesso che richiede forme di vita nella semplicità della nostra esistenza in tutta la sua materialità.
Questi racconti sono un Inno di Allegria in tempi talvolta segnati da disperazione e stupidità. Un Inno che, in quanto tale, esprime vita e libertà attraverso quegli abitanti che, nella rigidità della nostra esistenza, sanno vivere e dire sì: Ancora una volta!


Polignano a Mare, 2 febbraio 2025

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