Lì dove non ci sono pieghe non c’è crescita, non c’è movimento, c’è incomprensione, c’è un sentirsi a proprio agio nella linearità del proprio pensiero semplificato. Una stasi, un dolore dato dall’incomprensione. Non c’è allegria nel restare fermi in vita, certamente per allegria si muore, ma non c’è alternativa, bisogna confrontarsi con ciò che non siamo, ciò che non vogliamo e con ciò che non sappiamo.