È sempre molto difficile unire la filosofia a qualsiasi altra produzione artistica, perché si rischia sempre di non guardare più l’opera in sé, ma di allontanarsi di ragionamento in ragionamento, di arrivare a sovrappensare l’opera. Tuttavia questo a volte mi sembra che alcuni lavori lo consentano proprio a causa della loro struttura estremamente aperta rispetto a determinate domande filosofiche. Questo avviene per lo più quando le opere, e in questo caso stiamo parlando di un fumetto, sono estremamente godibili di ritmo e di qualità di scrittura (e in questo caso anche di qualità di tratto, e mi riferisco alla ricerca del minimale alla quale Maicol&Mirco ci ha abituati).