Una lettura della mediazione politica tra Antonio Gramsci e Rosa Luxemburg.
Nel quaderno 13, Gramsci scrive:
Si tratta cioè di vedere se il “dover essere” è un atto arbitrario o necessario, è volontà concreta, o velleità, desiderio, amore con le nuvole. Il politico in atto è un creatore, un suscitatore, ma né crea dal nulla, né si muove nel vuoto torbido dei suoi desideri e sogni. Si fonda sulla realtà effettuale, ma cos’è questa realtà effettuale? è forse qualcosa di statico e immobile o piuttosto un rapporto di forze in continuo movimento e mutamento di equilibrio?
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